Virginia Raggi, sindaco di Roma (Insidefoto)

Lo stadio della Roma come un cavallo di Troia. A mettere in guardia Virginia Raggi, sindaco della Capitale, sono alcuni storici, storici dell’arte e urbanisti che si oppongono a quella che viene definita “una mastodontica speculazione edilizia che in campagna elettorale il M5S aveva decisamente contrastato”. L’appello, come spiega l’edizione romana di Repubblica, è apparso sul sito eddyburg fondato dall’urbanista Edoardo Salzano che è tra i firmatari. Al suo fianco, per ora, altre sedici personalità della Capitale, tra le quali Salvatore Settis e Tommaso Montanari, “che Raggi avrebbe voluto in giunta e che dichiarò il suo appoggio alla candidata sindaca”, ricorda Rep.

Nell’appello i firmatari si dicono “sconcertati” dall’andamento regolare dell’iter amministrativo per la partenza dei lavori del nuovo stadio giallorosso. Sostanzialmente, i 17 firmatari si chiedono come mai la giunta guidata da Raggi abbia cambiato idea rispetto ai mesi scorsi, quando alla delibera a favore dei lavori votata dal Campidoglio a guida-Marino gli allora consiglieri di minoranza pentastellati mostrarono una ferrea opposizione. Adesso molto sembra essere cambiato.

“Nel giugno scorso – si legge nell’appello su eddyburg – Pallotta ha consegnato a Comune e Regione il progetto definitivo, ma la sindaca Virginia Raggi, invece di revocare come ci si aspettava la deliberazione di pubblico interesse, ha concordato con la Regione l’avvio della conferenza dei servizi, vincolandosi a un esito pressoché scontato di approvazione. Nello sconcerto di coloro, come chi sottoscrive quest’appello, che o speravano nel radicale cambiamento promesso da Raggi o che, pur non avendo votato M5S, auspicavano che insieme alle Olimpiadi venisse accantonato, subito e per sempre, anche il nuovo stadio”.

I firmatari se la prendono con quello che ritengono essere un progetto con un “milione di metri cubi di cui solo un quinto riguarda lo stadio e altre funzioni connesse alle attività sportive”, ma non solo: “Nessuno [ha] spiegato che fine fanno lo stadio Olimpico e il vecchio stadio Flaminio ormai abbandonato”, scrivono. Tra le cose più temute c’è poi l’effetto-domino che potrebbe scatenarsi in città, ovvero come “negare lo stesso trattamento a un eventuale richiesta di altri costruttori apparentati alla squadra della Lazio o ad altre società sportive”.

PrecedenteNasser Al-Khelaifi prende il posto di Umberto Gandini nel board Eca
SuccessivoManchester City, record di fatturato e secondo utile consecutivo

1 COMMENTO

  1. Non sò se gli “intellettuali” come voi dite, conoscano l’argomento Stadio della Roma superficialmente, oppure ( e di questo sono certo !! ) hanno approfondito l’argomento studiando il progetto Tor di Valle, facilmente reperibile in rete in tutti i suoi apetti tecnici architettonici e di recupero di un area abbandonata a se stessa da decenni …
    Volevo sapere, se, in caso di abrogazione della delibera di pubblica utilità da parte del Comune di Roma, dai sottoscrittori auspicata, approvata nel 2014 dal precedente Consiglio Comunale, hanno i firmatari intenzione di contribuire in solido al pagamento del risarcimento, nel malaugurato caso che i proponenti facciano una causa milionaria, e putacaso la vincano, oppure, come al solito, saranno i cittadini romani, che oltre alla beffa di non avere lo Stadio, si dovranno sobbarcare il pagamento dell’ammenda ??

Comments are closed.